Stimolato da questo studio di fresca pubblicazione RANTolo un po' sulla scorta della mia vecchia serie Contra Polis (che rimetterò su questo rifatto sito a breve, la migrazione degli articoli non è così indolore), su come potremmo migliorare la qualità della vita dei più, costruendo una società moderna al posto del vecchio morente capitalismo che torna al neomalthusianismo per l'interesse di 4 cleptocrati clerico-nazisti per lo più anglofoni.
Sarebbe interessante avere uno studio su quanto crollerebbero i consumi della società occidentale se si deurbanizzasse, sola via realistica per implementare il new deal, costruendo casette e capannoni nuovi, con fotovoltaico sino alle latitudini in cui ha senso, con stoccaggio energetico comunque quanto basta da un giorno all'altro, per poter caricare in una smart-grid a rotazione le batterie assorbendo come rete il massimo della capacità produttiva che può così esser inferiore alla domanda istantanea di energia. Imponendo il telelavoro e con lui una digitalizzazione sana della società, facendo fallire il modello mainframe detto cloud+mobile nell'era presente per uno decentralizzato, distribuito, dalla moneta ai contratti passando per l'identità digitale senza giganti, con software libero e hardware aperto de jure e quindi cancellando in qualche decennio gli enormi consumi di climatizzazione dei grandi edifici, l'inefficienza dell'itinere per l'ufficio, l'inefficienza della pessima digitalizzazione con tutti i costi del caso, l'inefficienza del cibo pronto a domicilio coi mille imballi del caso, lo spreco di fast tech e fast fashion per l'urbe e l'informatica che dal pattume proprietario passa a desktop con 8-10-12 anni di vita operativa a differenza delle MENZOGNE degli OEM che spingono alle Nazioni Unite (pdf) per aver il mobile dalla corta vita così da aver vendite maggiori e pile di rifiuti per massimizzare i profitti.
Sarebbe anche interessante pesare davvero il costo totale di un grande edificio e non "l'occupazione di suolo" come "consumo" ma l'impermeabilizzazione di vaste aree che porta alla morte dell'humus del suolo, con la terra che diventa sabbia, coi sinkholes che si formano inevitabilmente, la subsidenza, l'alterazione del ciclo dell'acqua per enorme captazione e rigetto ecc ecc ecc vs l'abitato sparso. Io ho fatto due conti a spanne e stimo che il grande edificio costi quasi un 40% in più di risorse, altro che risparmio.
Peccato che per l'interesse di 4 cleptocrati che vogliono i più senza nulla, per esser proprietari loro di tutto, cui serve per ciò la città moderna, nonostante ammettano sia impossibile (pdf, report del Club di Roma 2025) e non mollano la presa i più, anche ricercatori non pensino proprio a questi aspetti che non sono tanto difficili da apprezzare se ci si pensa senza pregiudizi.
Suggerisco di osservare come tutti i progetti di smart-cities dell'era moderna siano sonori fallimenti, costosi sprechi di immense risorse, a partire dall'originale Fordlândia passando per la contemporanea Neom, Songdo, Masdar, PlanIT Valley, Lavasa, Ordos, Santander city, Toronto Quayside (Google Sidewalk Labs), Amazon HQ2, La NCA al posto del Cairo in Egitto, le 100-Smart cities di Modi in India, Arkadag, Innopolis, Nusantara, Proton City, … Suggerisco anche di ricordare che il cemento armato, il materiale più usato nelle città moderne e nelle infrastrutture civili, creduto in origine eterno adesso e non da adesso diciamo che dura una media di 50 anni. Guardatevi questo video carino (in inglese) se non sapete nulla del tema.